venerdì, 03 ottobre 2008
E poi, all'improvviso, arriva lei che è identica a me e che mi somiglia spaventosamente tanto, ma non solo cose del tipo il carattere, i gusti, l'ironia... voglio dire. Lei è uguale a me FISICAMENTE, è incredibilmente simile a me. Facciamo un pò paura, l'uno a fianco dell'altra. Mia cugina pochi giorni fa ci ha detto "Oddio, siete inquietanti" guardandoci un attimo e spostando velocemente gli occhi a destra e a sinistra, da lei a me a lei a me. In effetti ci scambiano spesso per fratelli, o comunque per parenti stretti. E lo farei anche io. Così come l'ho fatto con altre persone che, messe vicine, in effetti sembrano assolutamente identiche. Hai presente quando dici "sti due non potevano non stare insieme, sono UGUALI". Ecco. Tipo.
"Sei nei miei pensieri, tesoro e sei nelle mie giornate."
Al momento io non ho davvero bisogno di altro.
lunedì, 29 settembre 2008
La Perfezione passa attraverso cose semplicissime.

venerdì, 26 settembre 2008
So glad to see you well, overcome them
Completely silent now
With heaven's help
You've cast your demons out
And not to pull your halo down
Around your neck and tug you off your cloud
But I'm more than just a little curious
How you're plannin' to go about makin' your amends
To the dead
To the dead
Recall the deeds as if they're all
Someone else's
Atrocious stories
Now you stand reborn
Before us all
So glad to see you well
And not to pull your halo down
Around your neck and tug you to the ground
But I'm more than just a little curious
How you're plannin' to go about makin' your amends
To the dead
To the dead
With your halo slippin' down
Your halo slippin'
Your halo slippin' down
Your halo slippin' down
Your halo slippin' down
(I'm more than just a little curious
How you're plannin' to go about makin' your amends)
[repeated]
Your halo slippin' down
Your halo's slippin' down to choke you now
sabato, 20 settembre 2008

AUGURI, MIO AMOR
sabato, 06 settembre 2008

1970

1984

1960
Sito FANTASTICOOOOO!!!!! (Thanx to Heloym)
giovedì, 04 settembre 2008
E' in edicola dal 6 settembre il nuovo numero de "IL TURISMO CULTURALE", settembre/ottobre 2008.
:)

giovedì, 28 agosto 2008
L'immagine ancora estremamente viva, nonostante sia passato ormai un sacco di tempo. La via, i sanpietrini, le mura arancione scuro illuminate dai lampioni. Solo che all'epoca faceva freddo e c'era un pò più di gente in giro. Ma neanche tanta, in più. Piazza San Francesco D'Assisi. Il ristorante che fa angolo con un pò di turisti ai tavolini esterni che parlano francese. Parcheggi ovunque (sento il bisogno di fissarlo nella memoria!!).
Il locale, il vino, la musica jazz, la cameriera che ammicca con un seno ENORME. Discorsi lunghi, pressochè inutilmente nozionistici con un solo fisso pensiero in testa. Ringraziarla con un bacio, il primo. Continuare a baciarla, nuova, per tutta la sera come se non avessi mai aspettato altro che quello, da anni e anni e anni.
Poi la notte. Parcheggio. Vapore. Qui ci vedono. Ma chi ci deve vedere. Le 3.00. Poi le 4.00. Cazzo, mia mamma mi sta aspettando. Squillo. E' lei. Devo fuggire.
Al semaforo lei gira a sinistra, io mi arrampico sulla salita a destra ancora col sorriso sulle labbra che ci siamo scambiati al verde. Bello, penso. Ma cazzo, sto impicciato. Non posso. Che coglione.
Che senso ha ricordare tutto questo, ora? Boh. Forse lo stesso che ha avuto aver venduto un incursore centrale e un centrocampista di fascia per poi comprare un altro incursore centrale e un altro centrocampista di fascia, solo a prezzo più alto. Pensieri estemporanei. Inutili. Come una gita domenicale.
mercoledì, 27 agosto 2008
Mi hanno insegnato che il senso del possesso rende schiavi e che avere fiducia nelle persone arricchisce, nel bene e nel male. Che senza coraggio, la passione è solo un concetto inespressivo. Che è molto più entusiasmante avere dubbi e ripensamenti che collezionare certezze da esibire come vecchi trofei ben allineati su uno scaffale polveroso.
Che affermare "io sono fatto così" è una delle frasi più stupide e penose che una persona possa dire.
"Vorrei che le mie parole ti sbocciassero addosso, mio Giardino Profumato e distendermi lì, nuda e sorridente.
Ti immagino con un maglione blu scuro a coste inglesi (non so perchè, ma ti assicuro che ti sta benissimo).
Bevo con te facendo un brindisi ogni volta che alzo il bicchiere, prima di portarlo alle labbra.
(un giorno ti canterò una canzone sotto voce)"
martedì, 26 agosto 2008
Sarebbe il caso di non parlare, no? Più che altro per rispetto di se stessi.
Non tutti lo capiscono, però. E io mi tengo stretto chi guarda, sorride, si volta e se ne va.
Credo sia proprio una questione di empatia, di comprensione. Chi non ha esperienza di certe cose e non ha la minima sensibilità per cogliere sul momento la forza di certi simboli fraintenderà per sempre attraverso due occhi banali cose che non possono far parte di un livello intellettivo troppo inferiore. Ed è un bene, alla fine. Sono spartiacque necessari per scremare le persone inutili e tenersi quelle superiori.
Abbraccio chi sta vivendo il nuovo e che nel nuovo potrà trovare la serenità fino ad ora sfuggita.
domenica, 24 agosto 2008
Non è facile trovare nuovi luoghi che possono essere chiamati "casa". Io, più che ai luoghi, associo il concetto a persone, a visi familiari e a ragazzi e ragazze che solo per quello che hanno proprio di natura (il sorriso, il modo in cui piegano la testa di lato quando si imbarazzano, i riccioli dietro all'orecchio) sono già così un "nido", il rifugio, la parte sana dove andare a curarsi e a pulirsi lo spirito. E poi non è mica detto che restano tali in eterno! ma insomma, quando capita di ritrovarne uno, ad esempio, dopo un'infinità di tempo in cui le parole condivise sono state davvero una miseria, quando se ne ritrova uno quindi, alla fine è evidente che un nido resta un nido a prescindere da quello che ha allontanato e ha in qualche modo incrinato. Un nido resta lì, al di là dei rancori invecchiati che comunque non hanno più ragione d'essere (basta, a un certo punto, no? C'è già così poco tempo...) e senza fare assolutamente nulla (neanche risponderti), capisci che non contano gli anni e le distanze e tutte le persone che nel frattempo sono passate lì in mezzo, tra te e il nido che in ogni caso riuscivi a scorgere sempre in lontananza (e se non lo vedevi, riuscivi però a sentirlo, a sentire che tanto era lì). Non conta davvero nulla, perchè il nido ascolta e ha sempre saputo ascoltare, ha sempre saputo dissetare la tua voglia di metterti in gioco o anche di straparlare e spesso se ne stava lì a sentire discorsi noiosissimi e lontani anni luce dai suoi interessi. Ascoltava. Comunque. E non serve aggiungere altro, davvero.
domenica, 10 agosto 2008
"The seven is the number of the young light
It forms when darkness is increased by one"
(Syd Barrett, "Chapter 24", 1967)
There's the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Well it's my time coming, i'm not afraid to die
My fading voice sings of love,
But she cries to the clicking of time
Of time
Wait in the fire...
And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow
Oh my love
And the rain is falling and i believe
My time has come
It reminds me of the pain
I might leave
Leave behind
Wait in the fire...
And I feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
I'm not afraid to go but it goes so slow
(Jeff Buckley, "Grace", 1994)
I never felt magic crazy as this
I never saw moons knew the meaning of the sea
I never held emotion in the palm of my hand
Or felt sweet breezes in the top of a tree
But now you're here
Brighten my northern sky
(Nick Drake, "Northern Sky", 1970)